Lightbox Effect
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Da oggi gli anziani si curano coi videogiochi..

imageLa terapia videoludica aiuterebbe gli anziani: miracoli della realtà virtuale.  E’ tutta una questione di distrazione: si tratta di indirizzare il nostro organismo verso un altra occupazione mentre qualcuno agisce su di esso, mettendoci le mani addosso, anche per, in ipotesi, una terapia medica. D’altronde è un po’ il principio dell’anestesia: il corpo è impegnato in altro e il medico può operare. Ovviamente non è la stessa cosa, non alla stessa intensità quantomeno, ma pare che i videogames possano aiutare e non poco all’interno delle terapie mediche. La notizia la riporta il Daily Mail e davvero c’è di che riflettere.  Le immagini parlano chiaro: soggetti anziani totalmente immersi nella realtà virtuale sopportano in maniera molto meno invasiva le terapie mediche alle quali sono sottoposti. Distrarre i pazienti attraverso i video games riesce a ridurre il dolore derivante dalle procedure mediche. La terapia da realtà virtuale, che impegna i pazienti in un video game su un display fissato alla testa mentre si prova dolore simile ad una puntura lombare, riesce ad agire in maniera efficace sui pazienti anziani. Nello studio, 25 adulti anche di 60 anni sono stati assegnati ad un ambiente di realtà virtuale usando un programma chiamato Snow World. Il giochino è molto semplice, si tratta di una simulazione di un ambiente invernale fantastico, con pupazzi di neve che vagano, mammut e ghiaccio ovunque. I pazienti si muovono liberamente e tirano palle di neve agli oggetti interattivi del mondo nel quale possono aggirarsi in maniera immersiva totale. Ed è così che i medici riescono ad agire su di loro, da svegli, senza danno. E c’è chi dice che i videogiochi fanno male…

Il Dio dei videogames è cieco

Terry Garrett è cieco da quando aveva 10 anni: un giorno suo fratello porta a casa un classico puzzle-platform per pc: Abe’s Oddysee. Garrett tenta di giocare, frustrato a causa della mancanza della vista ma alla fine, dopo tante prove, affina l’udito e diventa un campione.
Non si tratta della trama di un film Usa, ma della realtà. Oggi Garret può stravincere ad Abe’s Oddysee anche se cieco, solo percependo i suoni del videogame. Chiunque conosca ilgioco sa bene quanto sia difficile già per i vedenti, figurarsi per lui. Eppure dopo anni è diventato un campione imbattibile.
Non ha problemi nemmeno con Wii Sport, grazie al sistema di feedback tattili del gioco ,ed è in grado di giocare Rock Band utilizzando una tattica che gli consente di andare avanti per tentativi ed errori. Già lo attente la prossima sfida: diventare il migliore a TheLegend of Zelda: Ocarina of Time.
Per farlo, ha già iniziato a studiare tutti i suoni del gioco, ascoltando con attenzione i suoi amici impegnati a salire, livello dopo livello, per aiutarlo. Il ragazzo avrebbe già compiuto i primi passi, accedendo al gioco e purificando il grande albero Deku, uccidendo il parassita che lo abitava. Che dire: un successo virtuale, ma anche reale perché frutto di una collaborazione che, anche se dai fini ludici, è sicuramente da apprezzare.

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