Lightbox Effect
Visualizzazione post con etichetta soldi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta soldi. Mostra tutti i post

Trova portafogli con 11mila euro e lo restituisce

imageHa trovato, per caso, un portafogli con ben 11mila euro al suo interno. Ma anziché intascare il denaro e gettare via il resto, come avrebbero fatto in molti, un giovane di Roma ha stupito per onestà e senso civico: non appena si è accorto del portafogli dimenticato nella sala d'attesa della stazione, senza esitare nemmeno un attimo, lo ha subito consegnato alla Polizia ferroviaria, che è risalita al proprietario e glielo ha restituito. 

La storia del pastore che ha “strappato” a Berlusconi quasi 900mila euro

imageAntonio Murgia era il pastore che ha sfilato quasi un milione di euro a Silvio Berlusconi. Grazie a delle pecore da portare al pascolo.

LA STORIA:
Murgia era il pastore sardo che dall’inizio degli anni Ottanta portava le sue pecore sotto Olbia, sui terreni che appartengono a Berlusconi attraverso una delle società del gruppo Fininvest, Edilizia Alta Italia. Lui pascolava e i manager del gruppo provavano ad allontanarlo. Anche perché quei terreni non erano destinati al pascolo, ma a uno dei progetti di sviluppo edilizio-turistico più importanti di tutta la Sardegna: quello di Costa Turchese.  A forza di pascolare Murgia sosteneva che i suoi terreni erano diventati di sua proprietà, per la legge dell’usucapione. Con i figli aveva tempestato di ricorsi il tribunale di Tempio Pausania. La società di Berlusconi, che stava spendendo un tesoro in avvocati e intanto aveva bloccato il proprio progetto turistico, aveva provato a trattare, buttando ancora nel 2009 sul piatto 250 mila euro perché Murgia e la sua famiglia portassero le pecore in altri pascoli. Lui aveva rifiutato: “questi soldi sono pochi. Voglio il terreno!”.
 

In una guerra di carta bollata che andava avanti da tre decenni Berlusconi le aveva provate proprio tutte:
Fu perfino firmato un verbale di conciliazione giudiziaria attraverso cui Edilizia Alta Italia concesse a Murgia il diritto di pascolo senza pretendere nulla in cambio su parte del terreno in località Murta Maria/Capo Ceraso. Sembrava finita lì, ma i manager di Edilizia Alta Italia colpevolmente si distrassero. Le pecore del Murgia figliarono, il gregge aumentò considerevolmente e il pastore sconfinò di un bel po’. Nessuno controllava, così dopo un po’ di anni altra causa per rivendicare quel terreno grazie all’usuca – pione. Di pascolo in pascolo alla fine Murgia si riteneva proprietario di circa 83 ettari, bloccando con le sue cause il progetto immobiliare. Alla fineproprio prima che il pastore morissei manager di Berlusconi hanno provato ad alzare la posta.

E sono riusciti a firmare l’accordo. Costosissimo:
Che è costato assai salato: 891.812 euro “per la definizione stragiudiziale del contenzioso intentato ai danni della società riguardante l’intervenuto diritto di usucapione su una rilevante quota dei terreni di proprietà”. Una botta per la società, costretta infatti a chiudere l’anno con un rosso di quasi un milione di euro. Ma i guai non sono finiti lì. Perché il caso Murgia ha scatenato l’emulazione. Da un lato il povero pastore scomparso l’anno scorso è divenuto una sorta di icona politica (suo malgrado) sia dei movimenti anti-berlusconiani, sia di quelli ecologisti in senso lato che ne hanno fatto la loro bandiera contro qualsiasi speculazione edilizia, dall’altro il suo braccio di ferro ha fatto accendere una lampadina nella testa di altri pastori. Nel 2009 il tribunale di Tempio Pausania aveva già stabilito che 83 ettari di terreno di Berlusconi in località Cugnana dovevano essere trasferiti ai coniugi Putzu (altri due pastori) per intervenuta usucapione. A fine 2009 ne è spuntato un altro, il signor Elido Bua, che ha chiesto per gli stessi motivi l’usucapione su 85 ettari di Berlusconi sempre in località Cugnana. L’anno scorso Edilizia Alta Italia segnalava l’evento tranquillizzando gli azionisti: “la richiesta è assolutamente infondata”. Quest’anno il tono è assai più prudente: “il caso è ancora alle prime fasi dibattimentali e non è, pertanto, possibile formulare previsioni circa il suo esito”.

200mila euro in lavatrice per sfuggire ai controlli

Non hanno saputo fornire spiegazioni sulla ragione per la quale avevano in casa circa 210mila euro - una cifra ritenuta sproporzionata rispetto ai redditi dichiarati al fisco - ma si sono limitati, all'arrivo dei carabinieri, a mettere il denaro in lavatrice e l'hanno fatta partire, ma senz'acqua. Per un uomo ed una donna, marito e moglie, è scattata una denuncia. Il fatto è avvenuto a Giugliano (Napoli). I carabinieri della locale compagnia impegnati in un'attività di controllo del territorio hanno bussato in mattinata alla porta dell'abitazione della coppia. Nel corso della perquisizione in casa sono state trovate una somma di 8mila euro ed alcuni assegni di 16mila. Ma Ad insospettire i militari, coordinati dal capitano Alessandro Andrei, è stato l'anomalo funzionamento della lavatrice. Quindi, aperto lo sportello, i carabinieri hanno trovato la somma di circa 210mila euro, suddivisa in banconote di vario taglio. L'uomo non ha saputo dare spiegazione in merito al possesso della somma di denaro così ingente. Il denaro è stato sequestrato.

Seno nuovo alla figlia di 7 anni.

Siamo a Londra dove Sarah Burge, rifattissima madre inglese soprannominata "la Barbie vivente", regala un ''buono sconto'' per un seno nuovo alla figlia Poppy, una bambina di appena sette anni. Poppy ha infatti ricevuto dalla mamma un voucher da 10mila sterline per un intervento di mastoplastica per aumentare il seno, da usare quando la bimba avrà 16 anni. Nel caso a quell'età Poppy sarà già soddisfatta del suo petto, potrà usare quelle 10mila sterline per qualcos'altro.
"Poppy mi aveva chiesto un intervento per il suo seno - ha detto Sarah - così le ho dato questo buono per averlo dopo i 16 anni, quando sarà legale. Se le tette saranno abbastanza grandi, potrà farci qualcos'altro". La bambina, infatti, secondo la Barbie umana, avrebbe confidato alla madre di volere assolutamente due grossi seni come lei.
Sarah non si è limitata però, come regalo per Poppy, ad un seno nuovo, ma le ha comprato anche una parure composta da un anello e un collier di Swarovski e un week-end in una spa. "Non le faccio nulla di male, Poppy è una normale bimba - continua Sarah, che ha speso 800mila sterline in chirurgia plastica - io mi limito a far sì che i suoi sogni si avverino". Una madre alquanto discutibile...

Prostituta si rifiuta di far sesso. Il cliente chiama la polizia e la "denuncia". Arrestato.

jeanna-robert Robert Smith, 32enne di Marlborough (New Hampshire) voleva concedersi un po’ di trasgressione una domenica sera, e aveva deciso di pagare due prostitute per fare sesso con lui.
Ma è successo “l’impensabile”: dopo che aveva dato alle due 150 dollari, una ha rifiutato di fare sesso con lui. Smith ha cercato in tutti i modi di fare valere le sue ragioni, al punto di arrivare a chiamare la polizia perché convincesse la ragazza a “dargli quello che gli spettava”.
Ma le cose non sono andate esattamente come Smith forse aveva immaginato. Nel New Hampshire, infatti, la prostituzione è reato, anche da parte di chi la “sollecita” e la polizia è sì intervenuta, ma solo per arrestare sia Smith che la ragazza, identificata come la 22enne Jeanna Mercure.
 Lui è il ragazzo più stupido del mondo.

Evasore vince un milione di euro, ma non gli danno i soldi

Se avesse pagato le tasse, avrebbe festeggiato una bella vincita di un milione di euro. Ma una volta tanto, l'evasione non paga e gli ha procurato una beffa incredibile. Parliamo di un imprenditore del vicentino, che dopo aver vinto un milione di euro al 'gratta e vinci', si è visto sequestrare il denaro vinto a causa del provvedimento del Gip, che ha bloccato i fondi perché il vincitore è coinvolto in un'inchiesta per evasione, frode fiscale e corruzione.
I finanzieri hanno messo sotto sequestro il conto corrente in cui era stata accreditata una vincita di un milione realizzata a fine marzo in una ricevitoria di Arzignano (Vicenza). Un conto intestato alla madre dell'imprenditore Andrea Ghiotto. Le fiamme gialle sono però riuscite al risalire a quello che è indicato come il reale vincitore del 'gratta e vinci' seguendo prima 'voci di paese' e poi trovando conferme attraverso un lavoro incrociato coinvolgente la società che gestisce il gioco, la ricevitoria e l'istituto di credito dove era stata accreditata la somma. È così emerso che Ghiotto aveva prelevato nei giorni successivi alla vincita 16mila euro , quasi tutto in denaro contante, probabilmente per fare fronte a spese personali.
A carico dell'imprenditore nei mesi scorsi era stato emesso un provvedimento di sequestro preventivo di beni e depositi bancari per 1,8 milioni di euro, pari all'ammontare delle imposte ritenute evase. Gli investigatori erano riusciti però ad individuare beni per soli 250mila euro. Il sequestro del denaro è stato possibile sulla base di una disposizione normativa - hanno spiegato i finanzieri in una nota - secondo la quale il giudice deve sempre disporre la confisca del «profitto del reato e nel caso non sia individuabile, di altri beni e disponibilità finanziarie, anche di origine pienamente regolare, per un valore equivalente all'illecito profitto».

Condividi su...

Twitter Delicious Facebook Digg Stumbleupon Favorites