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Anomalia al seno, lei resta a letto per sei mesi: non può muoversi.

E’ accaduto ad una donna peruviana madre di 4 bambini. La signora Julia Manihuari, 29 anni, in seguito alla crescita esponenziale delle sue tette è stata costretta a rimanere a letto per quasi 6 mesi.
Il seno della signora Julia ha iniziato a crescere in seguito al parto del suo terzo figlio circa 7 anni fa, rendendola pian piano incapace di muoversi.
La donna, proveniente da una zona rurale a nord del Perù, è stata aiutata quando i giornali locali hanno organizzato una raccolta fondi per pagarle un viaggio di 3 giorni in nave per raggiungere un centro medico specializzato.
I dottori della clinica le hanno subito diagnosticato una forma estrema di Ginecomastia Bilaterale, una malattia che porta alla crescita incontrollata delle ghiandole mammarie.
Dopo quasi 6 mesi vissuti a letto, Julia è stata finalmente operata e le sono stati rimossi quasi 16 chilogrammi di tette per paura che potessero schiacciarle i polmoni e ucciderla.
“E’ stato terribile. Quando cercavo di alzarmi mi sentivo debolissima perchè le mie tette erano troppo pesanti.” – dichiara la donna.
Alla fine dell’operazione durate 6 ore, il seno della signora Manihuari è tornato ad essere una terza taglia (34B).
“Prima dell’operazione non riuscivo più a fare nulla, dovevo solo vivere con questo problema. Sono arrivata al punto che le mie tette toccavano le gambe! Ho sempre avuto una corporatura piccola e sopportare il peso di un seno così grande era per me un’agonia.” – conclude Julia.

Botulino a 7 anni. La madre: '' Mia figlia sarà una star''

Per una bimba di sette anni pasticciarsi il viso col mascara o il rossetto della mamma è un gioco innocente, un sogno senza macchia da futura principessa. Per la piccola Bree l’età dei giochi invece è finita da tempo, da quando la sua mamma ha deciso di farne una piccola stella dello star system. Mentre le sue coetanee truccano e pettinano le Barbie, Bree ogni due mesi si sottopone a sedute per iniezioni di botox e filler eseguite dalla sua mamma.
Questa storia folle, di abuso e mania nei confronti di questa bambina, è raccontata in esclusiva dal quotidiano inglese The Sun. Sharon Evans, la mamma single di 33 anni di Bree originaria di Wes London, non ha dubbi: la figlia deve diventare senza se e senza ma come Willow Smith, la baby star figlia dell’attore di Hollywood Will Smith e Jada Pinkett.
Sharon tempo fa seguì un corso per estetisti e così ogni due mesi interviene sul faccino di sua figlia con iniezioni di botox e filler, ma ancor peggio, guardando le fotografie di Bree si scorge che le sopraciglia hanno un non so che di artificiale. Non è un’illusione perché le sopraciglia di Bree non sono reali, ma tatuate dalla madre che a sua volta ha appreso la tecnica da un ex fidanzato che di professione faceva il tatuatore.
Ora mamma e figlia vivono a San Diego in California perché il futuro della piccola Bree deve essere da super star e stando a quando sostiene Sharon : “Quello che sto facendo per mia figlia la aiuterà per i concorsi di bellezza in futuro, perché se vuoi contare prima bisogna avere un bell’aspetto”. Prima di passare al fai da te sul viso della figlia, la donna ha contattato ben 15 medici che si sono rifiutati considerata la giovane età della bambina. Inoltre in Usa e Gran Bretagna non ci sono restrizioni per l’acquisto e l’utilizzo del botulino, così è bastato accedere a internet e con 250 Sterline si è impossessata di 2 ml di soluzione. In questa storia di follia, è curioso sapere cosa ne pensa la piccola Bree: “A scuola tutti mi dicono che è sbagliato fare queste cose, ma in realtà parlano così perché sono solo invidiosi”. Un applauso molto sarcastico alla madre.

In Italia per un trapianto, non sara' operato: e' clandestino

È venuto in Italia per sperare di sconfiggere la malattia, una grave forma di insufficienza epatica. Per poter dire che quel medico che gli aveva pronosticato appena altri due anni di sopravvivenza si sbagliava. E credeva di esserci riuscito quando ha visto il suo nome in lista d’attesa al Sant’Orsola di Bologna per un trapianto di fegato. Ma ora la vita per lui è tutta nelle poche righe di un foglio di espulsione.La legge si scontra inesorabilmente con il buonsenso in questo caso che coinvolge un ragazzo moldavo di 26 anni residente a Ferrara. Lo scorso 30 marzo viene fermato dai carabinieri per un controllo. Non ha il permesso di soggiorno, è irregolare. Inevitabile l’accompagnamento in questura e il decreto di espulsione del prefetto.
Un’auto della polizia lo trasporta al Cie di Milano. Dove non lo fanno nemmeno entrare. Il medico che lo visita dichiara il suo stato di salute incompatibile con l’ingresso nel centro di identificazione ed espulsione. La macchina della burocrazia lo riporta a Ferrara. Tocca alla questura emettere l’ordine di espulsione dal territorio nazionale entro cinque giorni.
In questa corsa contro il tempo la sorella ha contattato un avvocato per ricorrere contro il provvedimento. La sua paura è “vederlo tornare indietro, in patria, da dove l’ho portato via perché stava morendo”. Lei lasciò la famiglia giovanissima proprio per cercare un lavoro in Italia e poter pagare le cure del fratello. “Ma le sue condizioni peggioravano. A 19 anni gli venne diagnosticata una cirrosi. Ci dissero che non sarebbe vissuto più di due anni. Fu allora che decisi di portarlo qui. Andai a prenderlo. Parlai con il medico di guardia. Scoprii che era un ginecologo…”
Fu allora che la donna (da dieci anni a Ferrara, dove si è sposata e ha un figlio) fece “carte false – nel senso letterale del termine, – e lo portai qui clandestinamente”. In Italia le cure si dimostrano adeguate e la situazione clinica si stabilizza. Continuano però le crisi. Nei momenti di recrudescenza il ragazzo vomita sangue. Il reparto di Malattie infettive del Sant’Anna di Ferrara segnala il caso a Bologna. Viene messo in lista d’attesa per il trapianto di fegato. Siamo a fine 2005.
 Da allora il giovane attende l’intervento che potrebbe cambiare la sua vita. Ora però le speranze sue e della sua famiglia sono affidate all’avvocato Giovanni Guarini che a breve depositerà presso il tribunale di Ferrara il ricorso. Il legale si dimostra ottimista, forte di pronunce favorevoli di Corte Costituzionale e Cassazione. “La Corte, con sentenza 252 del 2001, afferma che non si può eseguire nei confronti di un soggetto che potrebbe subire, per via dell’immediata esecuzione del provvedimento, un irreparabile pregiudizio al suo stato di salute”. Ecco perché, secondo Guarini, “la valutazione dello stato di salute è circostanza che deve essere valutata attentamente dalle autorità amministrative”. Tanto attentamente da valere una vita.

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