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Muore nel violentare una donna 77enne

imageUna donna velenosa? Un cuore che non ha retto agli istinti maniacali? O chissà cos’altro… Fatto sta che un cinquantenne è morto mentre violentava una donna di 77 anni.
Isabel Chavelo Gutierrez, 53 anni, di Tivoli (Texas), ha guidato per due miglia da casa sua con la bicicletta, fermandosi poi davanti alla casa di una donna di 77 anni. E’ entrato con una scusa e l’è saltata addosso. Le autorità raccontano che mentre la stava violentando, lui le disse che non si sentiva bene e si è fermato per riposare. Durante l’attacco, Gutierrez puzzava di alcol e dopo aver perso conoscenza, la donna si è allontanata da casa e ha chiamato la figlia, che ha poi ha allertato le autorità. Quando sono rientrati, lo hanno trovato morto.

Il Sgt. Gary Wright del County Sheriff’s Office sospetta che l’uomo sia morto per lo sforzo di essere andato in bici per soli due km. Avendo bevuto molto, il cuore è andato oltremodo sotto sforzo. Il corpo di Gutierrez è stato inviato al County Medical Examiner Nueces per l’autopsia.
Secondo il Corpus Christi Caller Times, la donna aveva conosciuto Gutierrez in un ufficio postale il giorno prima. Era in libertà vigilata dopo aver scontato una condanna per violenza sessuale aggravata e atti osceni con un bambino di sette anni. Per la sua seconda (e ultima) vittima aveva scelto una donna molto più matura (per usare un eufemismo). La quale però è risultata per lui pure fatale.

Da oggi gli anziani si curano coi videogiochi..

imageLa terapia videoludica aiuterebbe gli anziani: miracoli della realtà virtuale.  E’ tutta una questione di distrazione: si tratta di indirizzare il nostro organismo verso un altra occupazione mentre qualcuno agisce su di esso, mettendoci le mani addosso, anche per, in ipotesi, una terapia medica. D’altronde è un po’ il principio dell’anestesia: il corpo è impegnato in altro e il medico può operare. Ovviamente non è la stessa cosa, non alla stessa intensità quantomeno, ma pare che i videogames possano aiutare e non poco all’interno delle terapie mediche. La notizia la riporta il Daily Mail e davvero c’è di che riflettere.  Le immagini parlano chiaro: soggetti anziani totalmente immersi nella realtà virtuale sopportano in maniera molto meno invasiva le terapie mediche alle quali sono sottoposti. Distrarre i pazienti attraverso i video games riesce a ridurre il dolore derivante dalle procedure mediche. La terapia da realtà virtuale, che impegna i pazienti in un video game su un display fissato alla testa mentre si prova dolore simile ad una puntura lombare, riesce ad agire in maniera efficace sui pazienti anziani. Nello studio, 25 adulti anche di 60 anni sono stati assegnati ad un ambiente di realtà virtuale usando un programma chiamato Snow World. Il giochino è molto semplice, si tratta di una simulazione di un ambiente invernale fantastico, con pupazzi di neve che vagano, mammut e ghiaccio ovunque. I pazienti si muovono liberamente e tirano palle di neve agli oggetti interattivi del mondo nel quale possono aggirarsi in maniera immersiva totale. Ed è così che i medici riescono ad agire su di loro, da svegli, senza danno. E c’è chi dice che i videogiochi fanno male…

Chen Daorong: a 80 anni..CONTORSIONISTA

L’uomo nella foto si chiama Chen Daorong, ha 80 anni passati e proviene da Zhangzhou, nal sud della Cina. Chen, che non ha mai seguito corsi con professionisti, ha iniziato ad esercitarsi circa 12 anni fa per curare dei problemi legati alla zona lombare.
“Soffrivo di dolori lombari cronici a causa di un problema alla spina dorsale. Avevo provato molti trattamenti, come l’agopuntura e i massaggi, ma nessun si era rivelato efficace. A volte non dormivo la notte per il dolore.” – confessa Chen.
Dopo aver visto un programma in televisione, l’anziano uomo ha deciso di provare con l’aerobica e ha iniziato con lo stretching di muscoli e tendini.
Oggi Chen riesce a sedersi mettendosi le gambe dietro al collo o a dormire su un piede come fosse un cuscino.
I suoi esercizi cominciano ogni giorno alle 5 del mattino, per poi continuare il pomeriggio con una corsa di 2 chilometri o una camminata di 20.
“Inizialmente volevo guarire dal mio mal di schiena, non mi sarei mai aspettato di diventare un contorsionista!”

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